ian fleming,
Casino Royale

«Gli inglesi sono così stravaganti… Sono come una scatola cinese. Ci vuole un sacco di tempo per arrivare al centro. Poi, quando ci sei arrivato, scopri che non ne valeva la pena, ma il procedimento è istruttivo, e anche divertente.»

Isil-sama
15/07/2007, 22:01, permalink


mario puzo,
The Godfather

‘I’m sorry,’ Michael said. ‘Tomorrow night we’ll go into New York and see a show and have dinner, OK?’ He patted her stomach, she was almost seven months pregnant. ‘After the kid comes you’ll be tied down again. Hell, you’re more Italian than Yankee. Two kids in two years.’
Kay said tartly, ‘And you’re more Yankee that Italian. Your first evening home and you spend it on business.’

Isil-sama
23/06/2007, 09:35, permalink


john steinbeck,
Le gesta di Re Artù e dei suoi nobili cavalieri

Le persone della leggenda non sono persone come le conosciamo noi. Sono figure. Il Cristo non è una persona, è una figura. Budda è un simbolo accosciato. Come persona, l’Artù di Malory è uno sciocco. Come leggenda è fuori del tempo. Non si può spiegarlo in termini umani, non più di quanto si possa spiegare Gesù. Come persona, Gesù è uno sciocco. In qualsiasi momento della sua vicenda avrebbe potuto fermare il processo o modificarne la direzione. Egli ha un solo episodio umano in tutta la sequenza – il lamma sabacthani sulla croce quando il dolore era troppo grande. È nella natura dell’eroe essere sciocco. Lo sceriffo dei Western, l’attuale prototipo letterario come viene impersonificato da Gary Cooper, è invariabilmente uno sciocco. Sarebbe piccolo e meschino se fosse scaltro. La scaltrezza, persino la saggezza, si confanno al personaggio scellerato in tutti i miti.

[Lettera a Elizabeth Otis e Chase Horton, Somerset, 13 Maggio 1959]

Isil-sama
03/04/2007, 21:46, permalink


john steinbeck,
Le gesta di Re Artù e dei suoi nobili cavalieri

Un romanziere non si limita a scrivere una storia, ma è la storia. È ognuno dei suoi personaggi in maggiore o minor misura. E poiché egli è di solito un uomo morale nelle intenzioni e sincero nell’approccio, espone le cose il più veridicamente possibile. È limitato dalla sua esperienza, dalle sue cognizioni, dalla sua capacità di osservazione e dai suoi sentimenti.
Si può dire che ogni romanzo sia l’uomo il quale lo scrive. Orbene, è quasi sempre vero che un romanziere, forse inconsciamente, si identifica con un personaggio principale o centrale della vicenda. In questo personaggio egli riversa non soltanto ciò che pensa di essere ma ciò che spera di essere. Possiamo definire questo portavoce l’autopersonaggio.

[Lettera a Elizabeth Otis e Chase Horton, Roma, 26 Aprile 1957]

Isil-sama
21/03/2007, 22:59, permalink


john steinbeck,
Le gesta di Re Artù e dei suoi nobili cavalieri

«Avrai certo veduto spesso Artù. Parlami del re. Com’è quando non si trova sul trono?»
«Non è diverso, signora. È come se fosse sempre sul trono, tranne…»
«Tranne che cosa?»
«Non lo dovrei dire.»
«Spetta a te giudicare. Si tratta di qualcosa di lesivo?»
«No… soltanto, mi lascia interdetto… perché vedi, signora, egli è il re.»
«E tu hai veduto in lui qualcosa di umano.»
«Sì, ci si potrebbe esprimere in questo modo, credo. Una sera che la signora mia madre era molto gaia, e stavamo ridendo tutti a più non posso, giunse da lei un messaggero ed ella diventò di umore cupo. E naturalmente io sgattaiolai via, come ho imparato a fare, e mi recai sui bastioni a contemplare le stelle e a sentire il vento.»
«Come fai sempre.»
«Sì… Come lo sapevi? E udii un suono simile all’uggiolio di un cucciolo affamato, o al lamento del dolore trattenuto con le dita strette e filtrato attraverso le dita. Mi diressi silenziosamente verso quel suono e, nell’ombra del torrione, vidi il re… e stava piangendo con le mani sulla bocca per non farsi sentire.»
«E tu ti allontanasti furtivamente senza parlare?»
«Sì, signora.»
«Bene!» esclamò lei. «Era la cosa opportuna da farsi.»
«Mi lasciò interdetto, signora… e … mi spezzò il cuore. Il re non può piangere… è il re.»

Isil-sama
13/03/2007, 18:41, permalink

The Last Humanist

I’m a fan of man. I’m a humanist. Maybe the last humanist.
(Al Pacino as John Milton, The Devil’s Advocate)

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